"Romolo+Giuly", ancora più dissacrante tra governanti populisti, romani annichiliti e la Littizzetto nei panni di Dio

La serie di Fox, di cui è appena cominciata la seconda stagione, racconta con sarcasmo luoghi comuni, contraddizioni e populismi del nostro Paese. Tanti i camei, da Carlo Conti a Giobbe Covatta

È una delle serie più divertenti e dissacranti della tv. E nel suo secondo anno di programmazione, appena partito su Fox (canale 112 di Sky) si conferma impareggiabile nel raccontare con sarcasmo i luoghi comuni e le mille contraddizioni di noi italiani, ma anche nel descrivere certe storture e i tanti eccessi della politica made in Italy più recente. “Romolo + Giuly”, partita con il tormentato amore tra Romolo Montacchi (Alessandro Ambrosi) e Giuly Copulati (Beatrice Arnera) che incarnava una spassosa presa in giro dei romani tra “burini” di Roma Sud e “fighetti” di Roma Nord, stavolta ha al centro un conflitto ancora più estremo.

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A originarlo sono stati i due “cattivi” della serie, il leader sudista Don Alfonso (interpretato da Fortunato Cerlino, già visto in “Gomorra”) e il milanesissimo Giorgio Mastrota (nei panni di se stesso) che hanno conquistato Roma e l’hanno letteralmente cancellata , dividendola in due, così come il resto d’Italia: a sud la giurisdizione napoletana, a nord quella milanese. E i romani? Per loro non c’è che la fuga o il lavoro in mezzo alla spazzatura nel “Campo di Vacanze Romane” visto che la città eterna ora somiglia alla Berlino del Muro post bellica: da una parte ecco i professionisti dediti al co-working e all’aperitivo, dall’altra panni stesi e furti in motorino.

Luciana Littizzetto nei panni di Dio

 

In balìa di due populisti sfrenati

In ballo entra pure l’Europa che cerca in qualche modo di contenere i deliri dei due governanti, populisti sempre più sfrenati: Don Alfonso, ad esempio, decreta la legalizzazione delle mafie e della criminalità organizzata e Mastrota, perennemente accompagnato dal cattivissimo pupazzo Tciu (che parla con la voce di Andrea Trovato) abolisce tutte le tasse e cade in un delirio Anni Ottanta.

Tanti i camei e le webstar

Oltre a Francesco Pannofino che è il tipico politico voltagabbana, ci sono Carlo Conti e il re delle televendite Roberto Da Crema che interpretano se stessi, mentre Giobbe Covatta è Carlo Marzo, l’ultimo comunista esistente sulla faccia della Terra e Luciana Littizzetto è addirittura Dio. E poi Lodovica Comello, Enrico Papi, Cristiano Malgioglio in un continuo gioco di rimandi tra realtà e finzione. Imperdibili poi, nelle vesti degli inflessibili guardiani del Check Point di Ponte Milvio i due de Le Coliche. Diretta da Michele Bertini Malgarini e Giulio Magnolia, “Romolo+Giuly” è prodotta dalla Wildside di Lorenzo Mieli e Mario Gianani ed è composta da 10 episodi da mezz’ora l’uno. Le risate sono garantite e, nel guardarla, uno dei giochi più divertenti da fare è quello di scovare nel racconto le continue citazioni cinematografiche, da “Casablanca” alle “Cronache di Narnia”, da “Don Matteo” a Vacanze di Natale e a “Scarface”, in un mix ben riuscito di cinema d’autore e racconto popolare.