Il 5G è pericoloso o sicuro?

Ecco tutto quello che si dovrebbe sapere

Il 5G è pericoloso o sicuro?

Gli smartphone hanno cambiato il modo in cui noi interagiamo con Internet. Le reti cellulari si sono evolute negli anni in modo da soddisfare una domanda sempre crescente, fino ad arrivare al 5G, la versione più recente dell’internet mobile.

Adesso che le reti 5G stanno affacciandosi al mercato, c’è in giro una forte speculazione sulla sicurezza di questa tecnologia. E nel Regno Unito alcuni si sono spinti al punto tale da incendiare delle torri 5G temendo (addirittura!) che propagassero il Covid-19.

Ovviamente sono timori completamente infondati, perché i virus si diffondono in tutt’altro modo, come spiega dettagliatamente l’Istituto Superiore di Sanità.  

Cerchiamo di far luce su questa tecnologia, spiegando se sia dannosa o meno per la salute:

Cosa è il 5G?

Nella maggior parte delle abitazioni, uffici, centri commerciali il collegamento a internet tramite dispositivi mobili (cellulari, tablet, etc.) viene effettuato tramite Wi-Fi. All’esterno, invece, ci si deve affidare alle reti mobili (Tiscali Mobile e altri).

In questi anni la tecnologia per migliorare le velocità di collegamento Internet, la sua affidabilità e la copertura ha fatto passi da gigante. Uno degli avanzamenti più significativi è stata la diffusione del 4G, che ci ha consentito di usare gli smartphone per ascoltare musica in streaming, per fare videochiamate e persino per guardare Sky e altre tv mentre siamo per strada.

Il 5G rappresenta l’evoluzione delle reti cellulari che devono gestire flussi di dati sempre più pesanti. La tecnologia promette velocità al livello di banda ultra larga e supporta il futuro dei dispositivi IoT (Internet of Things).

Col 5G si potranno avere molte più connessioni simultanee, ad altissima velocità (potenzialmente fino a 10 Gigabit, 10 volte tanto l’attuale offerta in fibra FTTH), con tempi di latenza ridottissimi (per fare un esempio: le pagine web si caricheranno ancora più velocemente).

Il 5G si differenzia dall’attuale 4G LTE per quanto riguarda le frequenze impiegate, la quantità di antenne necessarie e per una diversa tecnica di trasmissione dei dati.

Il 5G in Italia

Nella nostra nazione gli operatori lavoreranno col 5G attorno a tre frequenze: 700 MHz, 3,7 GHz e 26 GHz. Le prime due sono le stesse su cui già funziona, da anni, il digitale terrestre e il 4G. Quindi, si è già osservata nel corso degli anni la assenza di qualsiasi effetto dannoso per la salute.

Il 5G è pericoloso?

Durante la pandemia di Covid-19, il 5G (come già accennato) è stato tirato in ballo come possibile “untore”. Altro non era che una delle tante fake news diffuse sull’epidemia (e non solo): i virus non si trasmettono con le onde elettromagnetiche.

Alcuni sostengono che le reti e le tecnologie 5G avranno un forte impatto sulla salute. Ciononostante, non esiste alcuna prova scientifica che il 5G sia pericoloso. Anche quando si cominciava a parlare di 4G, qualche anno fa c’erano le stesse preoccupazioni, poi cadute nel vuoto col tempo.

I primi studi sul 5G indicavano che la quantità di radiazioni generate dalle torri con celle 5G e gli smartphone 5G stessi sono molto al di sotto dei limiti ufficiali di sicurezza.

Per quanto riguarda i 26 GHz di cui accennavamo nel precedente paragrafo, effettivamente stiamo parlando di una frequenza molto elevata rispetto a quelle su cui opera il 4G, ma le antenne (che saranno più numerose su tutto il territorio) installate useranno segnali di potenza inferiore. E la possibilità che queste onde possano causare un danno al DNA è praticamente nulla, per via della mancanza di energia sufficiente per farlo.

E’ ragionevole, tuttavia, essere prudenti: anche se non ci sono prove che il 5G faccia male, la maggior parte dei governi del mondo sta comunque monitorando la situazione.

Una complicazione risulta dal fatto che gli studi scientifici producono risultati diversi l’uno dall’altro. Se lo studio A non mostra alcun impatto negativo, lo studio B ne mostra uno, anche se molto limitato. In questo caso, non si parlerebbe molto dello studio A (non è molto interessante dire che non succede niente) ma lo studio B riceverebbe una copertura mediatica sicuramente maggiore.

Il 5G è sicuro?

Ofcom (l’autorità regolatrice delle comunicazioni in Gran Bretagna) ha effettuato uno dei primi studi sulle reti 5G. Sono state fatte delle misurazioni in 16 località presenti in 10 città inglesi, e i risultati hanno mostrato (fonte BBC) che le massime radiazioni emesse erano appena lo 0,039% dei limiti ufficiali di sicurezza.

Il consenso scientifico si basa sui dati disponibili al momento. E’ chiaro che in futuro questi potrebbero cambiare.

Gli studi sul 5G in questo momento sono limitati a ciò che viene presentato della tecnologia. E ci sono ancora pochi utilizzatori e telefoni compatibili. Quando il 5G si diffonderà a livello di massa, ci saranno più opportunità per gli studiosi e per avere un panorama più completo sulle ricerche nelle tecnologie wireless.

Sulla base delle conoscenze attuali, però, il 5G non pone dei rischi nei confronti della salute umana.

Reti wireless e cancro

Una delle affermazioni più “antiche” su questo nuovo tipo di reti è che il 5G potrebbe provocare dei tumori, quindi vale la pena soffermarcisi.

Il cancro è la crescita incontrollabile delle cellule del nostro corpo. Il nostro DNA contiene delle istruzioni su come le cellule si dovrebbero comportare, e anche su come controllare la crescita delle cellule. Se si verifica un cambiamento, o una mutazione, di queste strutture, le istruzioni non sono più corrette e portano a una crescita abnorme e alla moltiplicazione delle cellule.

Le radiazioni possono danneggiare le cellule, portando a queste mutazioni. Esistono più tipi e potenze di queste radiazioni. Se la radiazione possiede sufficiente energia è in grado di interagire con gli atomi e staccare gli elettroni. Queste viene definita “radiazione ionizzante” ed è considerata la più pericolosa per gli esseri umani. Nonostante i danni che può causare, la radiazione ionizzante viene usata anche in radioterapia per il trattamento dei tumori.

Le radiazioni a bassa energia, non ionizzanti, non sono in grado di interagire con gli atomi e, di conseguenza, con le nostre cellule. Le tecnologie wireless come il Wi-Fi, la radio e l’LTE ricadono in questa categoria. Comprendendo anche il 5G.  

Nell’immagine qui sotto si nota come il 5G si posizioni nel campo delle radiazioni non-ionizzanti, assieme alle radio e ai microonde, al di sotto della luce visibile, dei raggi ultravioletti (anche del sole), dei raggi X e dei raggi Gamma (fonte BBC)

 

Il 5G provoca il cancro?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2014 ha dichiarato che “… un grande numero di studi sono stati effettuati nell’arco degli ultimi due decenni per stabilire se i cellulari potessero causare un danno alla salute. Ad oggi, nessun effetto avverso sulla salute è stato posto in correlazione con l’utilizzo dei telefoni cellulari.”

Se da una parte questo tipo di radiazioni non ionizzanti non può causare direttamente delle mutazioni, ci sono stati degli studi per quanto riguarda gli altri effetti delle radiazioni generare dalle frequenze radio wireless. Per esempio, queste radiazioni a bassa energia delle radiofrequenze possono causare degli aumenti nella temperatura. Anche le indagini su questo effetto hanno mostrato che comunque non hanno nessun impatto sulla salute.

Il 5G è il futuro?

Anche se una certa cautela è sempre necessaria con le nuove tecnologie, non esiste alcuna prova che il 5G sia più pericoloso del 4G, del Wi-Fi o di qualsiasi altro sistema wireless esistente.

Dagli studi risultanti ad oggi, semmai, è stato notato, nelle persone che fanno un uso massiccio del cellulare (ore e ore di conversazione ogni giorno) un leggero aumento del rischio di incorrere in tumori cerebrali e del nervo acustico.

Il rimedio, dimostrato scientificamente, per ridurre praticamente a zero anche questo rischio è quello di usare un auricolare allontanando di qualche centimetro da testa e corpo lo smartphone.

Ma qui stiamo parlando di comportamenti personali responsabili, e non più di tecnologie trasmissive.