Tiscali Ultrainternet Fibra è disponibile anche a Civitavecchia

La fibra ultraveloce a 1 Gigabit di Open Fiber arriva anche nella cittadina laziale

Tiscali Ultrainternet Fibra è disponibile anche a Civitavecchia

Open Fiber continua a portare la fibra ottica nelle case degli italiani, rispettando pienamente le condizioni di sicurezza dei lavoratori coinvolti, alla luce del DPCM dell’11 marzo 2020.  

A Civitavecchia, in particolare, dopo nemmeno un anno dall’inizio dei lavori, i cittadini potranno accedere a un servizio che permetterà loro di navigare fino a 1 Gigabit al secondo in modalità FTTH (Fiber To The Home, la fibra arriva dentro l’abitazione, o l’ufficio, o il negozio).

L'offerta Tiscali Ultrainternet Fibra è già sottoscrivibile, è sufficiente cliccare qui per verificare la copertura.

L’investimento della società sarà pari a 6 milioni di euro, e consentirà di posare in tutto circa 120 km di fibra ottica, distribuiti in 17.000 unità immobiliari (al momento sono oltre 5.000). 

Civitavecchia è ai primissimi posti fra i 10 porti del Mediterraneo in quanto a movimento passeggeri. Centinaia di navi vi attraccano ogni anno. Date le soste molto lunghe delle navi da crociera, i crocieristi hanno l’opportunità di fare qualche bella escursione. Quali sono i posti che vale la pena visitare?

Se scendete da una nave, la prima cosa che vedrete è il Forte Michelangelo. Questo edificio cinquecentesco, oggi sede della Capitaneria di porto, è uno dei simboli della città e una delle più importanti strutture architettoniche di tutto il litorale laziale.

Nei dintorni troverete un muraglione difensivo e una bellissima opera, la Fontana del Vanvitelli (architetto del 1700), che raffigura la testa di un vecchio fauno. Affianco alla fontana si trova il muraglione di Urbano VIII, costruito nel 1630 dall’omonimo Papa per proteggere la città dalle incursioni nemiche. Poco più in là si nota Porta Livorno, uno dei punti di accesso alla città dal porto, fatta costruire nel 1761 per volontà di Papa Clemente XIII.

Molto consigliata è una passeggiata al Pirgo, il lungomare di Civitavecchia, non solo per vedere il mare ma soprattutto per arrivare in Largo San Francesco D’Assisi, dove si trova la Chiesa dei Santi Martiri Giapponesi.

Questa chiesa ha una storia molto particolare che risale al 1549, quando i gesuiti partirono verso il Giappone per convertire al cristianesimo i nipponici. La missione riesce, e lo shogun decreta l’espulsione dei gesuiti. Quando, nel 1593, in Giappone arrivano anche i francescani, lo shogun decreta il martirio di 26 cristiani.

Nel 1950 viene inaugurata (sulle ceneri della vecchia, distrutta nella seconda guerra mondiale) la nuova chiesa, e a Luca Hasegawa (famoso artista giapponese convertitosi al cattolicesimo) viene affidato il compito di affrescarla. L’artista ci ha lasciato la bellissima Madonna col bambino con il kimono (che porta abiti del XVI secolo) e la scena dei 26 martiri, crocefissi a Nagasaki nel 1597.

Per quanto riguarda il mangiare, Civitavecchia ovviamente vanta una antica tradizione per quanto riguarda i piatti a base di pesce. E quindi abbiamo: la zuppa di pesce civitavecchiese, che si prepara con crostacei molluschi e pesce di scoglio, e si serve con crostini di pane strofinati con aglio; i calamari ripieni, in cui il ripieno è dato da pane grattugiato, aglio, olio, uovo, prezzemolo e i tentacoli tritati del calamaro; i polpetti affogati, preparati molto semplicemente in un soffritto e con un po’ di vino bianco; le lumachelle di mare, che vanno bene sia come antipasto che come secondo; le imperdibili fettuccine allo scoglio, arricchite da cozze, vongole e scampi.

Anche qui lo street food è degnamente rappresentato dalla Pizza coperta civitavecchiese, una sorta di focaccia ripiena di mozzarella, pomodoro, acciughe, prezzemolo, aglio e peperoncino. Tra i dolci, citiamo due specialità stagionali: la pizza di Pasqua civitavecchiese (che, a dispetto del nome, ha un look molto simile a un panettone) e i Biscottini di Natale, simili ai cantucci toscani, la cui ricetta, nelle famiglie, è molto variabile e può comprendere, o meno, mandorle tostate, cioccolato, canditi, nocciole.